Come (non) cercare un lavoro a Londra

Non ho aggiornato il blog da più di una settimana. Scusatemi tanto, ma sono stato abbastanza preso.

Preso con gli impegni, ma ho avuto anche giornate in volevo mandare a puttane tutto e tornarmene indietro. Penso che tutto ciò faccia parte dell’esperienza che sto vivendo, ma mi da fastidio il fatto che ancora oggi io sia senza casa né lavoro. Ormai sono passate quasi due settimane e solo da poco ho aumentato gli sforzi per avere un posto. Però c’è da dire che qui il tutto è molto confusionario e una persona come me che prende in considerazione tutte le strade possibili per ottenere un risultato rischia di rimanere solo confusa e sopraffatta dalle possibilità che Londra può dare per cercare lavoro.

Come va la ricerca del lavoro

Per essere più chiari, mi ritrovo a cercare sia un lavoro più di concetto come contabile o impiegato d’ufficio sia lavoro più pratico e terra terra come il barista, il cameriere o il portiere. Queste due categorie di lavori richiedono due metodi di ricerca diversi, oltre ad altri metodi comuni ad entrambi. Cercado per entrambi affanno il mio cervello a pensare a 200 cose che dovrei fare e alla fine mi ritrovo paralizzato e a non fare niente.

Ecco perchè è indispensabile che io concentri i miei sforzi solo su una o due professioni e buttarmi a capofitto nella ricerca usando meno metodi possibili che abbiano una leva maggiore nell’ottenere il risultato desiderato.

Il mio primo colloquio inglese

Detto ciò, oggi ho fatto un colloquio. Fuori Londra, praticamente in aperta campagna, nel Kent. Paesaggio fantastico, a 45 minuti di treno dalla capitale, in un’azienda in cui le persone che ho conosciuto sono state davvero molto gentili e anche comprensive del fatto che questa è la mia prima esperienza di lavoro e di colloquio in Inghilterra. Nonostante tutto, il colloquio è durato quasi 3 ore (!!!!) ed il mio inglese è stato davvero messo alla prova. Si saprà nei prossimi giorni quale sarà l’esito di questa prima esperienza, ma di certo non posso fermarmi qui! Come dice un podcaster che ascolto spesso, quando bisogna prendere una decisione nella vita non bisogna avere solo una o due scelte, ma almeno tre o più. Mai avere solo le possibilità A e B, bisogna avere anche C, D, E ecc…

Le mie prossime mosse

Quindi continuerò nella ricerca in ogni caso, e i metodi che vorrò impiegare saranno pochi ma efficaci:

  • Inviare il CV ad una decina di agenzie di reclutamento accuratamente selezionate in base al campo in modo che facciano questo lavoro per me;
  • Usare Linkedin per entrare in contatto con persone che stanno in aziende per le quali voglio lavorare;
  • Entrare in contatto e candidarmi spontaneamente in alcune specifiche ditte;
  • Mandare candidature il più possibile nei siti di annunci.

Fatto tutto ciò, penso che riuscirò a sistemarmi in un modo o nell’altro.

Domani dovrò lasciare l’ostello in cui alloggio adesso, che è decisamente peggio rispetto a quello dove stavo prima. Sto in una stanza da 4 letti davvero troppo stretta, i bagni sono molto piccoli e il wifi non vuole proprio funzionare. Fortunatamente me ne andrò da questo inferno domani mattina. Devo solo trovare il posto ancora. Mi sento un nomade, ma la cosa non mi dispiace!

Riflessioni sul viaggio (roba noiosa)

Essere un emigrante, stare lontano da casa e amici e pensare di avere il futuro in mano in una nuova città piena di opportunità mi sta cambiando. Il carattere, l’atteggiamento verso la vita e il senso di urgenza prendono una via completamente diversa, si adattano e cambiano verso un modo di vivere che è frenetico, ma anche pieno di significato. Sai verso cosa stai andando incontro e sai che se non muovi il culo molto in fretta non avrai alcun risultato.

Quindi questo viaggio, questa esperienza, si è rivelata per ciò che è veramente: un’esperienza che cambia la persona e non una fuga per cercare un lavoro. Per questo che io dico a tutti quelli che stanno leggendo questo blog (credo siano solo i miei genitori e qualche mio amico annoiato) di fare quello che sto facendo io. Andate via, mollate tutto, anche temporaneamente magari, ma affrontate la vita per quello che è veramente: un’avventura da vivere giorno dopo giorno. Vissuta così, la vostra vita vi (+ 1 Like per l’allitterazione) darà ricompense che non potrete mai ottenere stando seduti dietro ad una scrivania ogni giorno.

4 thoughts on “Come (non) cercare un lavoro a Londra

  1. Ciao Luca! Ti seguo! Un grande in bocca al lupo!!!! Sono certo che ce la farai!!

  2. Luke… non annoiato… abbandonato!! :ppppppp
    dai dai che serve una bella botta di culo per trovare lavoro!!

  3. Ehi! Finalmente un aggiornamento!

    Sai Luca, seguo il tuo blog volentieri per diversi motivi.
    In primo luogo perchè il tuo modo di agire e di pensare è talmente lontano dal mio, che sono DAVVERO curioso di capire cosa farai e che tipo di scelte/decisioni dovrai affrontare. In pratica grazie alle tue esperienze, che condividi sul blog, vorrei imparare a vedere le cose in un’ottica diversa, anche solo un pochino diversa.
    In secondo luogo i tuoi racconti ed i tuoi suggerimenti possono diventare un piccolo bagaglio culturale per il mio primogenito che tra un paio di anni avrà finito gli studi e dovrà quindi approcciarsi al mondo del lavoro. Per i suoi studi l’Italia rappresenta un ben misero mercato e sicuramente dovrà lavorare all’estero, almeno per i primi anni.
    In bocca al lupo per il lavoro! :-)

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