Eccoti, Shock Culturale!

Italiani! Italiani ovunque! Oppure no?? Non lo so, ma di certo il problema è un altro.

Se c’è una cosa di cui sono sempre andato fiero stando in Italia è che io ero quello che ascoltava la radio inglese, che guardava i film in inglese e che legge solo siti inglesi. Insomma, quando stavo in Italia facevo di tutto per immergermi in una lingua che mi piaceva sempre di più.

Ora che sono qua sta accadendo esattamente l’opposto e non per mia volontà. E’ come se l’inconscio mi stia spingendo a tornare alla realtà di sempre, come se esistesse una speranza che il mio cervello ritorni ad ascoltare la lingua madre.

Meglio se mi spiego più chiaramente…

Prima della mia partenza, ascoltavo per almeno 3 ore al giorno podcast inglesi per abituarmi all’accento, leggevo libri in inglese per diletto, volontariamente mi mettevo a guardare programmi della BBC, insomma ascoltavo più inglese che italiano quando non uscivo di casa. E mi mettevo pure a pensare in inglese buona parte delle volte.

Sento la gente italiana…

Ora sono due giorni che sono a Londra e sta capitando esattamente il contrario: penso in italiano, sento parlare degli italiani e subito cerco di mettermi in mezzo per poter parlare con loro, addirittura mi sembra di sentire dell’italiano in gente che parla perfettamente inglese. Inconsciamente facendo la valigia ho preso due libri che dovevo finire. Ne avevo un terzo in inglese da leggere ed è rimasto in Italia.

Cosa diavolo mi sta succedendo? Possibile che sia il cervello a giocarmi questo scherzo? Rigetto spontaneo e totale del nuovo ambiente in cui mi trovo? Sono io che ho deciso di imbarcarmi in questo nuovo posto eppure il mio stupido cervello resiste al cambiamento, vuole tornare indietro, vuole sentirsi di nuovo al sicuro in un posto conosciuto. Non ho mai provato questa sensazione prima d’ora ed è veramente scoraggiante.

Il mio inglese è buono, molto buono, eppure mi ritrovo impacciato a parlare casualmente, a dire sorry, a fare delle semplici conversazioni.

Shock culturale? Mal d’estero? Mancanza di casa? Resistenza al cambiamento? Non lo so… so solo che mi dovrà passare.

Vai in un bar e, toh! Ti propongono un lavoro

C’è poco da raccontare oggi. Stamattina dopo la colazione sono andato da Costa Coffee per un cappuccino (vedi sopra) e la barista italiana (che non mi sono immaginata) mi ha detto che stanno cercando personale e di darle il CV.

… WOW!

Dopo una mattinata passata a provare ad affrontare il problema banca (irrisolto), a mandare mail e sms a chi ha una camera d’affittare a pranzo mangiando hamburger e patatine nel pub dove alloggio, ho passato il pomeriggio e la sera a visitare due case.

Il distretto mussulmano

La prima si trovava nella zona di East Ham. Arrivato, noto una cosa particolare.

Sono TUTTI mediorentali e indiani. TUTTI!!!

Mentre camminavo per il quartiere esplorando la zona prima di vedere la casa notavo che quel posto non faceva proprio per me. Io capisco la multiculturalità di Londra, che è normale aspettarsi zone abitate da singole etnie, ma non mi trovavo a mio agio.

Annullo l’appuntamento.

Déjà vu torinese

Mi avvio per la seconda casa vicino Holloway Street, a nord di Camden. Zona ni, coinquilino sardo. Fanculo, non ci riesco proprio a parlare inglese in sta città!!! Comunque, si parla, si ride, ci informiamo a vicenda, vedo una camera dove c’è appena spazio per stare in piedi, saluti e buone cose.

Ma dovete sapere una cosa: la prima casa che ho condiviso con altri a Torino mentre studiavo economia era abitata da… due sardi! (e non è stata una bella esperienza).

Prima casa che visito a Londra e mi becco uno di Oristano. Ok… Déjà vu ENORME… è cambiato qualcosa in Matrix? Dove sono gli agenti?

Faccio cena da KFC. CHE SCHIFO!!!!! MAI PIU’!!!! Per la cronaca, il nuovo pollo fritto dei girarrosti Santa Rita a Torino sono 100 volte meglio di KFC.

Domani insalata… e dopodomani e il giorno successivo a quello.

Secondo giorno, primo aggiustamento

Sto riconsiderando l’ordine delle cose che devo affrontare. Prima mi ero convinto che avrei dovuto affrontare il trasferimento in questo modo:

Trovare casa -> farsi un NIN -> farsi un conto in banca -> Trovare un lavoro.

Ora: a parte il fatto che non vengo pagato per trovare una casa, ma per lavorare e a parte il fatto che sto cercando affitti che sono praticamente pari alla mia tariffa dell’ostello, mi sono reso conto che molti padroni di casa si aspettano un inquilino lavoratore per avere la sicurezza che l’affitto venga pagato a fine mese.

Quindi l’ordine delle cose ora sarà:

Trovare un lavoro -> Trovare casa -> farsi un NIN -> farsi un conto in banca.

Posso sempre prolungare la mia permanenza in ostello, ma l’importante è avere i soldi per mangiare.

Proprio per questo ora vi lascio, è il momento di completare i miei CV e di fare il check-out da questa stancante giornata. Domani me ne aspetta un’altra lunga e dura.

Cheers!

2 thoughts on “Eccoti, Shock Culturale!

  1. Ciao Luca!
    Beh, dopo solo due giorni in UK direi che il tuo cervello può anche essere un po’ frastornato! Non tanto dalla permanenza di sole 48 ore, quanto al pensiero che ci starai per almeno altri n mesi!
    Direi che comunque ti stai dando da fare! Di questo passo penso che per la fine dell’anno dovresti essere totalmente a posto con gli impegni della scaletta. Non ho capito che tipo di lavoro vorrebbe proporti la barista: poi faccelo sapere eh?
    Ciao!

    1. Beh, qualsiasi sia è meglio di niente no? :) Comunque la scaletta deve essere completata entro 2 settimane, mica in un anno ahah :D E qui ci starò N anni, non N mesi!

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