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Una casa, un lavoro, una miserabile esistenza

Seduto sulla sedia dell’ufficio, mentre fisso la schermata di Sage dell’inserimento delle fatture e una pila di fogli sotto il mio naso, mi rendo conto che sono finalmente “arrivato” dove volevo stare. O forse no? Dove mi trovo ora? Dove sta questo ufficio? Una cosa alla volta…

Dall’essere nomade all’essere “sistemato”

Nell’ultimo post vi avevo raccontato del mio colloquio. Era andato bene. Così bene che dopo 2 giorni di attesa ho avuto la mia offerta per andare a lavorare da loro! Wow! Le cose cominciarono a sistemarsi, i pezzi finalmente iniziano a ordinarsi e a creare una visione completa della cosa. Il Luca di 40 giorni fa però non si aspetta le difficoltà che avrebbe incontrato nei giorni successivi. Parecchie difficoltà.

Non appena ho saputo della conferma del lavoro, mentre cercavo un posto per sedermi nella stanza comune in un ostello in zona Fulham a Londra, ho immediatamente concordato con loro che avrei iniziato all’inizio di novembre. Di conseguenza avevo ancora 2 settimane per cercare una stanza nel paese vicino a dove si trova il lavoro.

Ma dove diavolo sono finito???

Esatto, il lavoro non sta a Londra. Bensì il mio ufficio sta in una strada di campagna fra Horley e Redhill, nella contea del Surrey. E’ una zona che sta a sud di Londra, con un collegamento di 45 minuti di treno fra casa mia e la capitale. Ho dovuto quindi rinunciare alle comodità della megalopoli e di trasferirmi a Horley, un paese così piccolo che il centro è composto da due vie che si incrociano e la vita sociale è pressochè azzerata. Insomma, ho dovuto fare un aggiustamento non da poco, considerato che le mie aspettative erano quelle di rimanere nella grande capitale.

Nel giro di pochi giorni riesco a trovare una stanza dove dormire, in un appartamento piccolo, ma funzionale. Due coinquilini che lavorano sugli aerei (di conseguenza non sono spesso a casa), una stanza grande per me con un letto a due piazze. Il tutto sta in un piccolo complesso residenziale.

Posso trovare lati positivi e negativi per questa situazione. Ora ho un lavoro stabile, una paga di tutto rispetto e un ottimo ambiente di lavoro e sto in una casa tranquilla e pulita. Manca solo di avere moglie e bambini e ho fatto la descrizione di un 40enne che è contento di dove è arrivato.

Peccato che io abbia meno di 30 anni ed abbia ancora voglia di avventure e di stare in mezzo al casino!

Quindi I contro sono essenzialmente questi: a lavoro non posso andare con I mezzi pubblici, mi ritrovo sempre da solo la sera e non esco visto che non c’è niente da fare in questo posto, non ci sono coffee shops, per andare in qualche posto interessante devo prendere il treno e quindi mi costa.

1001 difficoltà

La cosa peggiore di tutte è che per conoscere gente sono obbligato ad andare al pub più grande del posto. Ora io sono abbastanza introverso e non so voi come vi comportereste, ma io, astemio, ad entrare da solo in un pub pieno di gente per conoscere persone a caso proverei un disagio incredibile. Quindi probabilmente passerò le serate costantemente in casa finchè non cambierò città o non avrò un’altra botta di culo.

Tutti questi problemi sono saltati fuori I primi giorni di permanenza, ma ho imparato ad affrontare queste difficoltà con l’idea che non sono vincolato in queste situazioni. Posso cambiare posto dove abito, posso cambiare I miei mezzi di trasporto, posso cambiare tutto. Tutto grazie al reddito che mi viene concesso a fine mese. Quindi cercherò di sopportare e apprezzare quello che ho ora per ancora un paio di mesi, giusto il tempo per mettere da parte un po’ di soldi e cominciare a pensare a nuove soluzioni.

Le prime due settimane di lavoro sono state piene di difficoltà logistiche. Il mio posto di lavoro è in mezzo alla campagna, raggiungibile da una strada che non è battuta dai mezzi pubblici e non ha marciapiedi. Nonostante ciò, i primi giorni prendevo il treno per andare alla stazione più vicina al lavoro in linea d’aria e poi mi facevo 20 minuti a piedi, passando anche per una strada stretta, piena di curve e senza marciapiedi.

Hai voluto la bici? E ora pedala!

Sapevo di queste difficoltà. Mi sono trasferito giorni prima di iniziare a lavorare proprio per capire come mi sarei organizzato per andare a lavoro e ho pure comprato una bici usata a poco prezzo per poterci andare tranquillo. Peccato che la bici abbia deciso di abbandonarmi il giorno prima di iniziare a lavorare, ed essendo domenica i negozi erano chiusi. Quindi lasciai la bici il lunedì dopo lavoro in un laboratorio/negozio di bici, che mi ha prontamente detto che la mia bici faceva schifo. Grazie!

Nonostante tutto, la bici venne riparata. Ma non è finita qui! Eh no, bisogna anche prepararsi per andare in bici durante la pioggia e la neve, poi servono le luci, il casco, gli accessori… Se penso a quanto ho speso per bici e accessori, facendo una somma avrei potuto spendere quella cifra per comprare una macchina molto economica! Beh, gli errori dell’inesperienza si riconoscono solo una volta compiuti no? Fortunatamente a lavoro c’è gente brava e disponibile, per cui i passaggi non mancano quando servono.

Il Weekend, il mio salvatore

Visto che in Horley c’è così tanto da fare che tagliare l’erba del prato davanti casa mia diventa un qualcosa di esaltante, il weekend lo sfrutto per girare un po’ col treno. Sono stato a Londra e a Crawley, una città poco distante da Horley sempre vicina all’aeroporto di Gatwick, che ha tutto ciò che mi serve per passare un weekend decente. Brighton sarà la mia prossima meta, visto che sto praticamente a metà strada fra Brighton e Londra.

Ogni weekend è una ventata di aria fresca dopo 5 giorni di prigionia nel nulla più assoluto, dove ho la possibilità di stare dove voglio e fare quello che voglio. Posso andare nella City e godermi il deserto che regna nel quartiere finanziario di sabato, oppure posso passare una domenica a guardare la gente passare in un coffee shop su Oxford Street. Posso stare in mezzo al casino e in mezzo a facce giovani e interessanti.

In questo momento il detto “Thank God is Friday – Oh God is Monday” non è mai stato così azzeccato.

Curiosità?

Avete qualche curiosità in particolare su ciò che ho scritto fin qui? Scrivetelo nei commenti! Ne terrò conto quando tratterò con dei post dedicati alcuni degli argomenti che ho introdotto qui, come il lavoro, i miei weekend, alcune abitudini che ho notato, il cibo, il posto dove sto… oh sì, ce n’è da scrivere!

Alla prossima! :)

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2 thoughts on “Una casa, un lavoro, una miserabile esistenza

  1. Ehilà! Bentornato!
    Il detto “hai voluto la bici ed ora pedala” nel tuo caso è azzeccato perchè la bici l’hai presa davvero! :-P Per il resto invece è abbastanza antipatica come frase in quanto, chi la dice, presuppone una mancanza di cambiamento e/o di avventura che, anche se in misura, è necessaria nella vita.
    Non vengo sicuramente a dirti che hai fatto bene o male a fare questo grande cambiamento: l’hai fatto perchè ti sentivi di farlo. Punto. Personalmente non lo avrei fatto, a meno di essere costretto, perchè sono piuttosto abitudinario (e sedentario), però devo ammettere che un salto del genere mi affascina.
    Mi congratulo con te per aver già trovato lavoro! Mi sembra di capire che è ben retribuito e che probabilmente dopo soli due mesi dal trasloco è un’ottima opportunità.
    Per quanto riguarda il resto è ovviamente un punto negativo nella tua vita attuale. Io stesso una dozzina di anni fa, quando ho cambiato casa perchè non ci stavamo più, ho avuto la possibilità di scegliere tra una villetta in seconda cintura o un appartamento in città. Ho scelto l’appartamento perchè non mi piaceva l’idea di essere fuori dalla città, lontano dai mezzi pubblici urbani e lontano da tutto quello che avevo sempre trovato attorno a me.
    Presumo che per te sia ancor più difficile perchè sei da solo. Però come ho già detto prima, sono meno di due mesi che sei arrivato, quindi hai tempo per organizzarti, conoscere gente, pianificare il futuro!
    A proposito di futuro: per Natale torni qualche giorno in Italia?
    Ciao!

    1. Grazie Key per scrivermi :) Torno in Italia il 21, sicuramente andrò al bowling per andare a fare 4 salti appena potrò!!!

      Hai ragione, per me è dura stare in un paesino dopo aver vissuto 10 anni a Torino e dopo aver avuto un assaggio di Londra, ma le cose col tempo si sistemano. Ho già intenzione di cambiare casa fra qualche mese, quindi devo tenere duro per ancora un po’ di settimane.

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